AGRICOLTURA: CONVENZIONE AGEA-CAA, DA ANTITRUST OK CLAUSOLA SU INQUADRAMENTO PERSONALE

22 Maggio 2020 ore 09:59

AGRICOLTURA: CONVENZIONE AGEA-CAA, DA ANTITRUST OK CLAUSOLA SU INQUADRAMENTO PERSONALE

(CHB) - Roma, 21 mag 2020 - "Nessun contrasto con le norme a tutela della concorrenza per la parte dell'accordo sulla bozza di convenzione Agea-Caa secondo la quale entro il 30 settembre 2020 tutti gli operatori abilitati ad accedere e operare sui sistemi informativi di Agea devono essere lavoratori dipendenti dei Caa o delle società con esso convenzionate". A stabilirlo è l'l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) che si è pronunciata con la sentenza del 10 aprile scorso (pubblicata nel bollettino del 18 maggio) sulla richiesta di parere di rinnovo della convenzione 2020 tra l'Ente pagatore nazionale e i Centri assistenza agricoli, in particolare sull'articolo 4 del documento.
Nel dettaglio Antitrust scrive: "Alla luce delle informazioni raccolte, l'Autorità ritiene che la disposizione in esame non sia in contrasto con le norme a tutela della concorrenza in quanto, pur riducendo la possibilità per i Caa di avvalersi di collaboratori esterni, appare giustificata e proporzionata - si legge nella decisione Antitrust - l'introduzione della clausola da parte di Agea sembra giustificata e proporzionata anche in un'ottica di razionalizzazione dell'attività dell'Organismo Pagatore. Si ricorda, infatti, che nulla vieta ai Caa di minori dimensioni di unirsi per sfruttare al meglio le economie di scala e condividere i costi". Per Antitrust, inoltre "la clausola convenzionale in esame non risulta in contrasto con il decreto 27 marzo 2008 che consente ai Caa di avvalersi anche di collaboratori esterni nell'esercizio delle proprie attività fatta eccezione per quelle connesse all'utilizzo del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian)".

LA DECISIONE. In particolare, scrive l'Authority "avendo deciso di continuare ad avvalersi dei Caa per l'espletamento delle proprie funzioni di organismo pagatore, Agea conformemente a quanto consentitole ha stabilito regole più stringenti per il personale chiamato a svolgere le delicate attività di interlocuzione e rendicontazione con l'organismo pagatore attraverso l'interazione con il sistema informativo Sian che contiene informazioni cruciali nella distribuzione dei fondi pubblici - spiega - non risulta ingiustificato richiedere il massimo controllo e la massima attenzione rispetto ai soggetti idonei a interagire con lo stesso. In questa prospettiva, la costituzione di un rapporto di lavoro dipendente, anche a tempo determinato, e il conseguente inserimento dell'operatore nell'organizzazione aziendale (anche se a carattere temporaneo, come nel caso del lavoro stagionale) - continua Antitrust - potrebbe assicurare da un lato, la riconduzione alla diretta responsabilità dei Caa dell'esercizio delle sole attività correlate all'accesso al Sian, in ragione della natura di interesse pubblico generale che connota i servizi stessi e, dall'altro lato, l'innalzamento del livello della tutela e della qualità dei processi di lavoro". Questi processi possono essere attuati "attraverso la formazione degli obblighi a carico del soggetto dipendente-operatore; il rafforzamento della responsabilità del datore di lavoro anche in termini oggettivi vista la sussistenza del vincolo di dipendenza del personale; la definizione e la miglior distribuzione dei carichi di lavoro dei singoli operatori e l'eliminazione delle fattispecie di conflitto di interesse tra l'attività dei professionisti e le funzioni amministrative delegate al Caa". (CHARTABIANCA) red =C2© Riproduzione riservata agricoltura
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