LINGUA BLU: BOVINO, INZAINA (CONFAGRI): AZIENDE DANNEGGIATE, SUBITO VACCINI E SOLUZIONI PCR

13 Ottobre 2021 ore 08:00

LINGUA BLU: BOVINO, INZAINA (CONFAGRI): AZIENDE DANNEGGIATE, SUBITO VACCINI E SOLUZIONI PCR

(CHB) - Cagliari, 08 ott 2021 - Rendere omogeneo l'intero territorio regionale per il sierotipo 4 della blu tongue, permettendo alle imprese bovine sarde "la movimentazione e vendita all'interno della regione con meno disagi rispetto agli attuali". =C3=88 una delle richieste lanciate da Daria Inzaina, responsabile del settore bovino di Confagricoltura. Con il dilagare della pandemia sono tanti i problemi, soprattutto di carattere economico e gestionale, che stanno affondando le aziende bovine isolane per poter continuare la loro attività . Tra questi, secondo l'esponente di Confagri, anche il "fallimento di una campagna vaccinale mai partita e l'impossibilità di reperire le dosi fondamentali per il comparto bovino".

MOVIMENTAZIONE. "A differenza del settore ovino, nel mondo bovino c'è la necessità di movimentare gli animali anche fuori regione - dice Inzaina al notiziario Chartabianca - ma questa situazione sta portando le aziende bovine a fare salti a ostacoli per lavorare, se pensiamo anche solo alle lungaggini che stanno dietro l'individuazione del siertotipo - sottolinea - per avere i risultati dei test, infatti, si deve spedire tutto a un laboratorio a Teramo con il risultato di dover aspettare anche due settimane per avere il responso. E anche in caso di test negativo non si è mai sicuri - aggiunge - perch=C3© se nel frattempo spunta un nuovo focolaio a meno di venti chilometri dall'azienda, tutto si rimette in gioco, considerato che si devono effettuare di nuovo i test per capire se il sierotipo è lo stesso. In questo modo diventa impossibile", dice l'esponente di Confagri.

PCR. Proprio per questo i test Pcr, secondo Inzaina, sono diventati "un'arma a doppio taglio", dice. "Non si capisce perch=C3© non si sia utilizzato anche in Sardegna il metodo della Sicilia che ha fatto una convenzione con l'Istituto Zooprofilattico per occuparsi proprio dei test Pcr - spiega - in quel modo gli allevatori costretti a fare gli esami ai capi bovini, sono coperti senza spese direttamente dall'Izs. Invece la Regione Sardegna, per la seconda volta, ha adottato il sistema più difficile, mettendo i fondi a disposizione per i rimborsi. Cosi si costringono gli allevatori ad anticipare i soldi per gli esami e chiedere, poi, il rimborso ad Argea - sottolinea - c'è il duplice effetto che da un lato si ingolfa l'agenzia per i pagamenti e, dall'altro, si dilatano i tempi dei rimborsi alle aziende".

CAMPAGNA VACCINALE. Tra gli altri problemi di primo piano per il comparto bovino, quello di una campagna vaccinale che non ha dato frutti e un vaccino impossibile da reperire. "Quest'anno era prevedibile che sarebbero potuti esserci problemi di questo tipo e nonostante questo non è stata fatta la campagna vaccinale - dice Inzaina - una cosa molto grave che ha fatto buttare all'aria anni di lavoro e sacrifici". Ma oltre questo "non si sa perch=C3© nel 2017 siamo usciti dai Lea tanto che oggi, non solo è impossibile poter fare le vaccinazioni con le Asl, ma è altrettanto impossibile reperire e comprare i vaccini che sono l'unica arma vera per contenere la malattia e poter far circolare tranquillamente gli animali", denuncia ancora. Eppure gli esempi ci sono stati. "Nel 2018, anno in cui già eravamo fuori dai Lea, c'era comunque la possibilità di ottenere i vaccini anche comprandoli a livello privato - ricorda Inzaina - oggi, invece in piena emergenza, tutto questo è impossibile. In questo modo non si possono vendere gli animali fuori dalla regione - continua - e il sistema Arborea ormai è congestionato e non è nemmeno questa una valvola di sfogo". (CHARTABIANCA) mpig =C2© Riproduzione riservata agricoltura regione
Powered by:bizConsulting