OLIO OLIVA, ISMEA: IN ITALIA PRODUZIONE A 265 MILA TONNELLATE NEL 2018 (-38%); SARDEGNA STABILE A 6.370

27 Ottobre 2018 ore 07:59

OLIO OLIVA, ISMEA: IN ITALIA PRODUZIONE A 265 MILA TONNELLATE NEL 2018 (-38%); SARDEGNA STABILE A 6.370

(CHB) - Cagliari, 25 ott 2018 - Per l'olivicoltura italiana, e anche per quella sarda, la nuova campagna si prospetta difficile per la scarsa quantita' di prodotto disponibile: pesano sia la naturale alternanza delle annate di =E2?=9Ccarica=E2?=9D e =E2?=9Cscarica=E2?=9D sia le cattive condizioni climatiche che si sono susseguite dall'inverno in poi e che, in prima istanza, hanno provocato danni e in seguito hanno favorito attacchi di patogeni.

L'INDAGINE. Secondo le prime indicazioni, provenienti dalla rete di monitoraggio Ismea e in base alle ricognizioni effettuate a fine settembre sullo stato degli oliveti, si evidenzierebbe una chiara flessione della produzione nella campagna 2018/2019 rispetto a quella precedente. Il volume produttivo di olio si potrebbe attestare per la campagna in corso intorno alle 265 mila tonnellate, che significherebbe una contrazione del 38% rispetto all'anno precedente. In Sardegna se ne prevedono 6.370 in linea con quanto registrato l'anno precedente, ma in crescita rispetto ai 3.443 del 2016. Nella valutazione complessiva, secondo Ismea, e' necessario considerare che, dopo un 2017 da record, in Italia si attende una fisiologica flessione dei volumi conseguente all'alternanza. Inoltre, al momento, non si conoscono altri elementi oggettivi come la "resa" delle olive.

IL TERRITORIO. A livello territoriale, emerge una netta divisione tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Al Nord si prevede un recupero della produzione di oltre il 30% rispetto all'anno precedente, grazie alla buona situazione della Liguria (+50%), mentre nelle aree del Centro si stima una lieve flessione produttiva legata alle difficolta' in alcune aree di Lazio e Abruzzo (entrambe a -20%), non compensata dagli aumenti stimati in Umbria (+20%) e in Toscana (+15%). A pesare sul risultato complessivo e' , tuttavia, il Mezzogiorno, dove peraltro si concentra oltre l'80% della produzione totale nazionale. La Puglia ha registrato un -58% (86.513 tonnellate). E lo stesso vale per la Calabria (-34%, 46.964 tonnellate) e la Sicilia (-25%, 39.286 tonnellate).

I PREZZI. Sebbene l'entita' della riduzione produttiva sia ancora molto incerta, il mercato italiano sta rispondendo, comunque, con incrementi sostenuti sui prezzi dell'extravergine (evo). Dall'inizio dell'estate, le quotazioni sono tornate a salire in maniera considerevole, dopo svariati mesi di tendenze flessive, e un minimo relativo toccato in maggio quando il prezzo medio dell'evo italiano ha raggiunto i 4,04 euro al chilo.

LA SPAGNA. Secondo l'Ismea, Il risultato della produzione spagnola, che pesa per oltre il 40% sul totale mondiale, sara' quindi determinante per avere delle indicazioni sulle disponibilita' totali. Al momento, in Spagna, la situazione appare diametralmente opposta rispetto a quella italiana, sebbene non sia stato quantificato l'incremento produttivo previsto. (CHARTABIANCA) red =C2© Riproduzione riservata agricoltura
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