Assemblea di Agrinsieme

21 Maggio 2019 in Attività Federazione Regionale

E' intervenuta anche la neo assessora Murgia


Questa mattina al Caesar's Hotel di Cagliari si è tenuta l'assemblea di Agrinsieme nel corso della quale gli esponenti delle associazioni agricole si sono confrontati sullo stato del comparto agricolo sardo, davanti alla neo assessora regionale Gabriella Murgia.

Sergio Cardia, coordinatore regionale di Agrinsieme, nella sua relazione ha illustrato le esigenze del comparto, che necessita di un progetto strategico altrimenti ci ritroviamo sempre a rincorrere le emergenze. Ha parlato, tra le altre cose, del riconoscimento del ruolo dell’agricoltura, del rapporto tra OO.PP.AA. e Regione, di continuità territoriale, della vertenza entrate, del governo del territorio e della valorizzazione delle terre pubbliche.

Ignazio Cirronis, di Copagri, ha parlato del rapporto fra Stato e Regione; Roberto Savarino di Confcooperative, dell’importanza dell’aggregazione per combattere la crisi; Francesco Erbì, della Cia, ha sottolineato che tutti i settori sono importanti perché tutti contribuiscono alla Plv regionale con reddito e occupazione; Claudio Atzori, di Legacoop, ha focalizzato l’attenzione sul comparto lattiero caseario; Luca Sanna, di Confagricoltura, ha illustrato ciò che ci attende con la prossima programmazione comunitaria con la riforma riguarderà sia il primo che il secondo pilastro, dunque pagamenti diretti e Psr, e potrebbe mettere in discussione la regionalizzazione. La Regione, ha sottolineato Sanna, dovrà essere pronta per il confronto con le altre regioni.

All’assemblea di Agrinsieme è intervenuta la neo assessore dell’Agricoltura Gabriella Murgia, la quale ha sottolineato come uno dei problemi principali per le aziende agricole sia la burocrazia che rallenta la macchina amministrativa. I ritardi delle istruttorie sono dovuti al fatto che Argea è caratterizzata sia da problemi sulla piattaforma informatica che organizzativi, Argea è, infatti, sottodimensionata ha sottolineato l’Assessore. E’ necessaria una riorganizzazione, per esempio riportando tutte le istruttorie in capo all'assessorato e accorpando alcuni enti che si accavallano svolgendo le medesime funzioni.

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