Condividi

Condividi

Confagricoltura insieme al ministro Centinaio ed alle altre sigle del mondo agricolo domani sarà in Sardegna per proseguire i lavori del tavolo latte e trovare una soluzione al problema di mercato del latte ovino. Un comparto strategico che vale oltre 400 milioni di euro solo come latte e carni prodotte e che in Sardegna concentra oltre la metà del valore della produzione, 13mila allevamenti e 3,4 milioni di capi, quindi circa la metà del patrimonio zootecnico ovino ed un quarto degli allevamenti nazionali sono nell’Isola.
 
“Auspichiamo – ha affermato il presidente Giansanti – che tutte le sigle che rappresentano gli allevatori restino uniti e, assieme alle Istituzioni ed alla politica coinvolte, si tenda verso il risultato sperato: un accordo sulla attivazione di strumenti efficaci ed efficienti di politica agricola che consentano di uscire da una crisi che non ha precedenti.”
 
“E’ da troppi giorni infatti – ha aggiunto Giansanti – che si sta assistendo ad una escalation sindacale purtroppo divenuta ormai drammatica. In questa situazione è opportuno che i corpi intermedi ritrovino compattezza e si concentrino sull’obiettivo”.
 
“Abbiamo già ottenuto alcuni risultati che vale la pena rimarcare: ad esempio l’avvio di una indagine per valutare l’applicazione di pratiche sleali, come Confagricoltura aveva proposto – ha continuato -. Ed è pure positivo rilevare una rinnovata attenzione dei soggetti istituzionali che stanno lavorando a soluzioni concrete e di immediata applicazione mettendo a disposizione risorse”.
 
“Sono risultati più che apprezzabili – ha rimarcato Giansanti – che se accompagnati da una intesa complessiva sugli aspetti di mercato potrà davvero essere positiva per far recuperare redditività e competitività agli allevatori sardi”.
 
“Sono dell’avviso che le organizzazioni sindacali in questa difficile situazione stiano adeguatamente svolgendo il loro ruolo di rappresentanza – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Dobbiamo solo evitare che il protagonismo di alcuni – che mancano di realismo e cercano più che altro di intestarsi la protesta ed i risultati di questa attività sindacale – non prevalga sull’obiettivo che più conta: cercare di dare un concreto sostegno ad un comparto strategico per la Sardegna e quindi per tutta la nostra agricoltura.”