Istat, Guidi: "Migliora la fiducia dei consumatori?

25 Giugno 2013 in Politiche agricole

E' il risultato di un clima politico equilibrato

“In questa difficile situazione, con una disoccupazione drammatica, con le aziende in grandissima difficoltà, l’ Istat registra un miglioramento dei giudizi dei consumatori, o meglio, un contenimento del pessimismo. Forse gli Italiani apprezzano gli sforzi in atto di stabilizzare il quadro politico”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, commentando i dati Istat sulla fiducia dei consumatori nel mese di maggio.
 
“È un segnale che, in questo momento più che mai, serve – prosegue Guidi - un Paese ‘equilibrato’, nei conti pubblici, nei rapporti tra i poteri, con l’Europa”.
 
“Per quanto riguarda gli agricoltori, in questi due e più anni di crisi, hanno fatto un percorso che il Paese non sempre ha sostenuto – aggiunge -. Nonostante gli ostacoli sono andati avanti perché per le imprese guardare oltre è una necessità. E i risultati sono arrivati”.
 
Confagricoltura fa presente come i lavoratori dipendenti del settore primario sono aumentati del 3,6%. Il valore aggiunto agricolo ha evidenziato una piccola crescita (+0,1% nei primi tre mesi del 2013), ma è l’unico settore in  positivo. Negli ultimi cinque anni la media dell’aumento annuo dell’export agroalimentare è stata del 5,9%, contro il 2,2% dell’export complessivo“.
 
“Non abbiamo dati aggiornati sul sentiment degli agricoltori, quelli di Ismea relativi al primo trimestre avevano registrato un miglioramento della fiducia nei campi; non mi meraviglierei se il dato fosse confermato nel successivo trimestre – osserva il presidente di Confagricoltura – Il numero delle imprese si è ridotto, ma si sono rafforzate quelle più strutturate”.
 
Conclude Mario Guidi: “Quelli raggiunti dalle aziende agricole sono risultati importanti ma restano i problemi - scarso coordinamento delle politiche agroalimentari e territoriali, meno credito, meno flessibilità, più divieti e controlli, più tasse e più burocrazia - che certo non inducono all’ottimismo”.

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