La vicepresidente di Confagricoltura Elisabetta Falchi interviene all’assemblea dell’ANBI

4 Luglio 2019 in Politiche agricole

“Gli agricoltori gestiscono circa il 50% della superficie europea ed è evidente quindi la loro grande responsabilità sul tema delle risorse idriche".

“Da tempo gli agricoltori italiani sono impegnati per produrre alimenti di qualità con un’attenzione crescente per l’ambiente e la sostenibilità, anche in conseguenza delle normative sempre più stringenti a livello nazionale ed europeo.” Lo ha detto la vicepresidente di Confagricoltura Elisabetta Falchi intervenendo alla tavola rotonda “Dall’economia del mattone a quella della infrastrutturazione e della rigenerazione della bellezza dei territori italiani: le scelte di adattamento ai cambiamenti climatici” organizzata dall’ANBI.
“Già l’attuale politica agricola comune, tramite la condizionalità e le norme sul benessere animale, ci ha indotto ad usare metodi sempre più sostenibili - ha aggiunto - e ancora di più si dovrà fare con la prossima programmazione.
L'agricoltura italiana e europea sono pronte a raccogliere queste nuove sfide, ma servono risorse adeguate. Invece, le proposte della Commissione europea per la Pac “post 2020” prevedono una minore dotazione finanziaria. Per l’Italia si prospetta un taglio del 7% delle risorse rispetto alla situazione attuale: quasi 400 milioni di euro per anno, pari 2,7 miliardi nel periodo 2021-2027.
“Gli agricoltori gestiscono circa il 50% della superficie europea ed è evidente quindi la loro grande responsabilità sul tema delle risorse idriche – ha concluso Falchi -. Ma occorre investire in ricerca, nuove tecnologie, innovazione e formazione.

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