Next Generation EU

1 Dicembre 2020 in Politiche agricole

Giansanti: Profonda incertezza per il veto di Polonia e Ungheria che blocca il bilancio pluriennale europeo

“Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno fatto un ottimo lavoro per assicurare la continuità delle misure della PAC in attesa della riforma e per rilanciare l’agricoltura dopo l’emergenza sanitaria. Tutto, però, resta fermo per il veto di Polonia e Ungheria che blocca l’approvazione del bilancio pluriennale dell’Unione e il ‘Next Generation EU”.

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, commenta così l’accordo informale tra l’Europarlamento e la presidenza del Consiglio sulla proroga fino al 31 dicembre 2022 dell’attuale assetto normativo della PAC, in scadenza alla fine di quest’anno.

“E’ stato anche concordato di anticipare all’inizio del 2021 l’utilizzo dei fondi per lo sviluppo rurale, in tutto 8,07 miliardi di euro, previsti dal ‘Next Generation EU’ per incentivare la diffusione delle innovazioni tecnologiche e accrescere la sostenibilità ambientale” - rileva Giansanti.

“Il veto di Polonia e Ungheria – aggiunge il presidente di Confagricoltura – ha aperto una fase di profonda incertezza. Il varo del ‘Next Generation EU’ è legato al via libera all’unanimità del bilancio UE per il periodo 2021-2027”.

“In questo preoccupante scenario, è anche bloccata l’approvazione del bilancio 2021 dell’Unione, con il rischio di dover ricorrere all’esercizio provvisorio. Per i diversi capitoli di spesa si potrà spendere ogni mese solo un dodicesimo di quanto è stato speso quest’anno”.

“Salterebbe, quindi, in larga misura il rimborso agli Stati membri delle somme già erogate agli agricoltori, determinando così un problema di liquidità per far fronte agli interventi previsti dalla normativa europea” - ammonisce Giansanti - Ci auguriamo che la situazione venga sbloccata dal Consiglio europeo in occasione della riunione in programma il 10 e 11 dicembre”.

“Diversamente – conclude – i capi di Stato e di governo dovranno indicare, a maggioranza, le alternative per dare comunque seguito ai programmi straordinari già concordati di rilancio dell’economia, dell’occupazione e per il rafforzamento delle imprese”.

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