Pratiche sleali: Recepimento direttiva UE nuovo strumento a difesa dei nostri prodotti

2 Agosto 2021 in Politiche agricole

Con l’approvazione vengono normate non più solo a livello nazionale, ma in un quadro Ue, le relazioni commerciali e contrastate le pratiche commerciali sleali negli scambi tra acquirenti e fornitori di prodotti agricoli ed alimentari

“L’approvazione in esame preliminare dello schema di decreto legislativo sulle pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare è una notizia positiva. Da sempre chiedevamo di recepire la direttiva comunitaria per ridare fiducia e stabilità agli operatori ed al mercato razionalizzando e rafforzando il quadro nazionale esistente sin dal 2012”. Questo il commento di Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura all’approvazione in Consiglio dei Ministri del DL che recepisce la direttiva UE 219/633 del Parlamento europeo e del Consiglio. Con l’approvazione vengono normate non più solo a livello nazionale, ma in un quadro Ue, le relazioni commerciali e contrastate le pratiche commerciali sleali negli scambi tra acquirenti e fornitori di prodotti agricoli ed alimentari. Un recepimento atteso anche considerando che l’Italia ha ricevuto nei giorni scorsi una lettera di “messa in mora” per il ritardo rispetto al termine ultimo che era fissato al primo maggio scorso. Confagricoltura è soddisfatta per l’impianto complessivo del provvedimento che implementa i princìpi ed i criteri direttivi stabiliti dalla legge di delegazione europea dello scorso aprile e che prevede anche un enforcement della legislazione già in vigore sulle pratiche sleali. Anche se si può ancora migliorare il quadro delle regole a tutela del comparto. “Come può un quintale di angurie costare un euro, svilendo prodotti e lavoro degli agricoltori? Per ora abbiamo imboccato una buona strada – continua il presidente di Confagricoltura - quella della valorizzazione, ora occorre percorrerla velocemente e senza deviazioni. Certo sono ancora possibili le vendite sottocosto di prodotti agricoli freschi e deperibili, ma esclusivamente – come prevede lo schema di decreto legislativo approvato ieri - solo nel caso di prodotto invenduto a rischio di deperibilità o per operazioni commerciali programmate e concordate in forma scritta con i fornitori. Così come siamo preoccupati perché non sono state escluse dall’ambito di applicazione del decreto legislativo, a differenza di quanto previsto sinora, le cessioni tra imprenditori agricoli. Alcuni comparti con cicli lunghi, come ed esempio il vivaismo, con i tempi di pagamento così stretti avranno sicuramente difficoltà”. “Confagricoltura – conclude Giansanti – continuerà a battersi a tutto campo per garantire un prezzo equo alle produzioni agricole, per valorizzare il lavoro dei nostri imprenditori e per denunciare speculazioni e incongruenze”.

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