Rapporto Export 2019 di Sace, Giansanti

31 Maggio 2019 in Politiche agricole

Agrifood traina l'esportazione made in Italy

“L’agrifood traina l’export del made in Italy, intercettando una domanda estera di prodotti agroalimentari in crescita, nonostante le criticità e le tensioni commerciali internazionali in atto; le nostre imprese agroalimentari dovranno essere supportate ad ampliare, a diversificare l’offerta e ad individuare nuovi mercati di collocamento”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, in relazione a quanto indicato dal ‘Rapporto Export 2019’ di Sace Simest (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti), presentato oggi a Milano.
 
Il ‘Rapporto Export’ - ricorda Confagricoltura - prevede, per il 2019, una crescita delle esportazioni dell’agrifood italiano del 3,8%, trainata dall’aumento della domanda estera di prodotti agroalimentari; pone in evidenza pure le criticità dell’agroalimentare sul mercato globale, derivanti  dal rischio di una hard Brexit, dalle sanzioni russe ancora in vigore e dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti da un lato e Cina e Ue dall’altro; però l’Ue si sta muovendo per sviluppare il potenziale in altri importanti mercati, in questo senso vanno, ad esempio, gli accordi commerciali che ha stipulato con Giappone e Canada. Ulteriori opportunità andranno ricercate in Cina e più in generale nel continente asiatico, a condizione che vengano rimosse pure le barriere non tariffarie che frenano il nostro export.
 
“Concordo con la lettura di Sace Simest della situazione in atto -  osserva Massimiliano Giansanti -. I prodotti agroalimentari sono un potente motore per l’aumento delle esportazioni complessive, dovute alla capacità delle nostre imprese e all’alta reputazione che hanno i prodotti italiani in termini di qualità. Le incertezze e le tensioni sul mercato globale non devono scoraggiare la propensione imprenditoriale all’export, che però andrà sostenuta dagli accordi bilaterali dell’Unione europea (se garantiranno condizioni di reciprocità e standard produttivi europei), dalle politiche nazionali di sostegno, dal potenziamento delle infrastrutture e dall’innovazione”.
 
“I risultati dell’export agroalimentare, già positivi ed incoraggianti, potrebbero essere maggiori se migliorasse l’integrazione di filiera e se – conclude il presidente di Confagricoltura - crescesse l’export di prodotti agricoli che invece marca il passo, come ha sottolineato anche Sace Simest, per la riduzione delle vendite in diversi comparti, come frutta, carni, ortaggi e legumi, cereali. Arrivare nel giro di pochi anni a 50 miliardi di export agroalimentare è un risultato alla portata del sistema”.

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