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La legge regionale n.1 del 19 Gennaio 2010

Regolamenta le strutture agrituristiche. Tale normativa è nata dall’esigenza di tutelare la somministrazione di cibi e bevande sarde negli agriturismi dell’isola. Necessità che gli stessi agriturismo di qualità condividono e considerano fondamentale ma che così strutturata, rischia di paralizzare l’attività economica delle strutture agrituristiche.

Nel tentativo di tutelare le produzioni isolane, la legge ha previsto che gli agriturismo si approvvigionino obbligatoriamente dai produttori iscritti ad uno specifico albo che si chiama “albo fornitori degli agriturismi” ma che a distanza di tre anni, non è mai decollato.

 

L’albo fornitori incassa poche adesioni

La mancanza o insufficienza di una reale filiera delle produzioni sarde, unita alla scarsa adesione da parte dei fornitori che non hanno accolto con favore l’albo, ha determinato come immediata conseguenza, l’impossibilità di garantire un approvvigionamento capillare di prodotto su tutto il territorio regionale.

 

I rischi secondo le associazioni e i consorzi agrituristici:

violazione del libero mercato: la normativa prevede che non si possano iscrivere all’albo le industrie se non per i prodotti con certificazioni IGP e DOP e i commercianti (che garantirebbero la capillarità sul territorio e potrebbero certificare la tracciabilità del prodotto).

distanze spesso troppo elevate per potersi approvvigionare. Secondo quanto previsto dall’albo fornitori, i prodotti possono essere acquistati esclusivamente dal produttore e non tramite altra distribuzione anche se dalla fattura dovesse risultare la provenienza del prodotto. Questo non è un problema per le grandi strutture che fanno acquisti di elevate quantità ma penalizza invece le realtà più piccole che offrono i pasti ai soli ospiti alloggiati.

difficoltà di stoccaggio per le piccole aziende che non acquistano, di solito, grandi quantità di prodotto.

cartello dei fornitori su uno stesso prodotto

difficoltà di soddisfare le particolari esigenze alimentari legate alla salute e al benessere fisico.

Aggravio di costi per le strutture agrituristiche, che con l’applicazione della legge, saranno costrette per il trasporto delle carni macellate, a doversi dotare di mezzi refrigerati.

 

Le proposte e richieste delle associazioni e dei consorzi agrituristici:

Incontro urgente con l’assessore all’agricoltura Cherchi e con la Commissione Agricoltura in Consiglio Regionale per valutare le modalità di attuazione della legge ed eventuali correttivi:

Realizzazione di un albo dei prodotti sardi che includa tutti gli ingredienti necessari alla preparazione dei piatti tipici isolani.

Le associazioni e i consorzi agrituristici ritengono utile poter acquistare i prodotti elencati dai loro fornitori abituali purchè nel documento di acquisto risulti la provenienza rigorosamente sarda.

Prevedere all’interno del tavolo inter assessoriale Agricoltura – Sanità un protocollo per la creazione di locali polifunzionali per la trasformazione dei prodotti aziendali, anche per piccole quantità, finalizzati alla somministrazione dei prodotti all’interno dell’azienda agrituristica.

-Prevedere deroghe per le piccole trasformazioni aziendali. Oggi vengono richieste strutture di tipo industriale.

Uniformare in tutte le Asl le stesse regole per il rilascio delle autorizzazioni

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