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Il settore agricolo , nonostante la crisi e la difficoltà delle nostre aziende è un settore che mostra segni di vitalità  è ormai chiaro quali grandi potenzialità possiede l’agricoltura   italiana e quale ruolo strategico possa giocare l’agroalimentare per condurre il nostro  paese fuori dalla crisi, grazie alle potenzialità del  marchio made in Italy  che rappresenta uno dei primi tre marchi conosciuti e apprezzati al mondo .

Anche nella nostra regione, dalle ripetute analisi effettuate in questo ultimo anno soprattutto nelle aree maggiormente depresse, è emerso chiaramente come  l’agricoltura rappresenta il settore strategico su cui si può investire. Sfruttando le grandi potenzialità che il nostro territorio offre in termini di qualità dei prodotti  .

Le potenzialità sono grandissime anche grazie all’ingente lavoro  in termini di impegni ed investimenti portato avanti  nel corso degli ultimi decenni proprio dai Consorzi di Bonifica per infrastrutturare il territorio con dighe e bacini  di invaso . Tale lavoro ha portato la Sardegna ad avere accumulo di risorse idriche tali da poter fare una programmazione pluriennale delle risorse che garantisce disponibilità di acqua per più campagne irrigue anche in caso di siccità . Purtroppo questo lavoro rischia di essere vanificato dal costo eccessivo dell’acqua.

Perché si avvii la strada della crescita è  infatti necessario certamente intervenire sulle politiche di filiera e di marketing, ma soprattutto sul fronte dei costi di produzione. E’ infatti l’aumento smisurato subito in questi ultimi anni dai costi dei fattori produttivi ad aver ridotto la competitività delle nostre aziende .

E se su alcuni di questi costi è difficile intervenire, pensiamo per esempio al costo del gasolio o dei concimi che dipendono da dinamiche difficilmente controllabili, su altri costi invece si può e si deve intervenire urgentemente e certamente il costo dell’acqua irrigua è una delle voci  di costo che devono essere rese sostenibile per le aziende.

Per Confagricoltura  è  proprio questo l’ obiettivo  prioritario e fondamentale in questa fase.

Da parte nostra c’è grande preoccupazione per la situazione  di grave sofferenza  finanziaria in cui versano diversi consorzi di Bonifica della Sardegna. Situazioni di dissesto tali da preoccuparci fortemente per il futuro prossimo del comparto agricolo irriguo della regione e per la gestione della risorsa idrica.

Per Confagricoltura in questa fase  è necessario avere la certezza che i Consorzi possano continuare a svolgere il  loro compito fondamentale di  manutenzione delle reti irrigue al fine di contenerne gli sprechi e aumentarne l’efficienza di funzionamento, siano in grado di sviluppare tecnologie d’adduzione e distribuzione innovative e più razionali in modo da semplificare le pratiche irrigue in campagna, mantenere in efficienza le reti scolanti per il garantire la sicurezza idraulica del territorio,  il tutto a costi certi ,  sostenibili e compatibili con la redditività delle colture praticate.

E’ necessario porre fine ai commissariamenti degli ENTI ma non prima di prevedere un  immediato intervento di risanamento dei bilanci. Operazione questa più volte annunciata nel corso degli anni e nelle fasi cruciali di revisione delle norme che hanno portato al quadro normativo vigente ma mai attuata (Legge 19/2006 recante disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici  e la legge 6 legge quadro sui Consorzi di Bonifica).

E’ ormai improcrastinabile unna revisione del quadro normativo per un adeguamento che porti al raggiungimento degli obiettivi precedentemente indicati di rilancio del comparto agricolo regionale. Si dovrà procedere attraverso la concertazione di tutti i soggetti interessati che dovranno ragionare nell’ottica di interesse generale libera da visioni particolaristiche di comparto, di settore  e di territorio con la convinzione che fare rete e sinergia nell’interesse comune di tutti sia la strategia vincente che consenta all’agricoltura di diventare settore trainante per l’intera economia regionale.

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