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Il problema del degrado e degli eventi alluvionali che spesso comportano perdita di vite umane, come è avvenuto in questi ultimi anni e giorni, è sostanzialmente dovuto all’uso irrazionale del suolo e all’inadeguato governo del territorio. Le recenti politiche comunitarie adottate nel campo agricolo stanno portando ad un impoverimento delle aziende agricole ed un progressivo abbandono delle campagne.
Molti progetti vengono realizzati senza un supporto tecnico scientifico reale.  – dichiara il presidente della federazione regionale agronomi e forestali Crobu – come ad esempio il miglioramento dei pascoli, la forestazione produttiva, la rete viaria di terzo livello. Oltre al danno c’è lo spreco delle risorse naturali che abbiamo l’obbligo di conservare per le future generazioni. E’ strano che mentre le popolazioni del mondo aumentano contemporaneamente diminuisca una risorsa come il suolo, che deve essere considerato un patrimonio comune, capace di produrre beni di prima necessità per l’umanità. 
Per quanto attiene il limite di edificabilità di 150 metri dalle fasce pluviali, bisogna considerare che le aree che insistono sulle alluvioni recenti devono essere tutelate integralmente senza limiti, le alluvioni recenti sono le normali casse di espansione di fiumi e torrenti per cui non sono edificabili per l’alto riconosciuto rischio di inondazione; sono le aree con i suoli più fertili adatti alla coltivazione della gran parte di colture erbacee ed arboree.  I suoli più importanti per l’agricoltura  – conclude Crobu – devono essere tutelati ed utilizzati per fini agricoli, si tratta di una risorsa limitata, irriproducibile per cui hanno una funzione paesaggistica ed economica importante e strategica". 

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