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Le calamità naturali degli ultimi tempi hanno creato danni notevoli alle imprese agricole che si trovano in enorme difficoltà. C’ è stata l’alluvione della Sardegna, con il suo pesante carico di vittime, poi danni e distruzione anche in altre Regioni: Marche, Toscana, Abruzzo, Calabria e da ultimo anche in Lucania, dove si sta procedendo ad una pesante conta dei danni. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi che ha chiesto al ministro per le Politiche Agricole Nunzia De Girolamo che, oltre ai necessari interventi in Sardegna, si intervenga con urgenza anche negli altri territori  coinvolti, nonché in tutte le altre aree che saranno individuate come colpite.
 
Guidi, in una nota inviata al ministro De Girolamo, ha ricordato che le Regioni colpite dai disastri delle scorse settimane rischiano pure il disimpegno delle somme comunitarie del Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (FEASR).
 
“A causa dei danni subiti  molte  imprese che hanno avuto finanziamenti non riescono a far fronte alle procedure necessarie per il completamento degli investimenti e la loro rendicontazione – ha spiegato il presidente di Confagricoltura -. Di conseguenza le amministrazioni regionali non riescono a completare l’iter  per l’impegno dei fondi comunitari, con il serio rischio di perdere risorse preziose”.
 
Guidi ha chiesto che il ministro proponga al Consiglio agricolo ed alla Commissione europea  che “in via straordinaria  – per quest’anno e limitatamente alle Regioni colpite da eventi eccezionali – si soprassieda sul rigido rispetto della tempistica di impegno delle somme entro i due anni”. 
 
A livello nazionale, tra le richieste di Confagricoltura, anche quella di velocizzare il versamento del saldo dei pagamenti diretti della Pac, per le imprese agricole di tutti i territori che hanno subito eventi calamitosi, come già si è fatto per quelle sarde delle zone alluvionate. “Sono soldi già degli agricoltori – ha detto il presidente Guidi – che potrebbero costituire un valido supporto finanziario  per le imprese in difficoltà”.

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