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“In linea di principio siamo contrari ad una tassa, e la stigmatizziamo, sui tributi che vengono imposti sui beni a prescindere o meno dalla loro capacità di produrre reddito. Questa è in pratica una tassa sul patrimonio ”. Lo afferma il presidente di Confagricoltura Sardegna, Luca Sanna, in merito all’Imu agricola con scadenza al 10 febbraio.

Confagricoltura Sardegna sottolinea l’atteggiamento ambiguo del Governo sulla questione: “Non è possibile che un governo abbia un atteggiamento confuso, ondivago e che non dia certezze ai contribuenti. Fare impresa – prosegue Sanna – esige regole certe e i necessari tempi di programmazione, ma non continui ritardi e ripensamenti. Questo vale ancor più in un settore come quello agricolo, di per sé soggetto all’alea delle variabili del clima e più esposto di altri eventi non prevedibili”, spiega Sanna, in riferimento al primo decreto del 28 novembre 2014 e alle modifiche in quello del 24 gennaio scorso.

“Bene ha fatto l’Anci Sardegna ad ingaggiare su questi temi una convinta battaglia che vede i comuni chiamati all’ingrato ruolo di esattori e le popolazioni rurali come parti deboli e soccombenti", dice Sanna.

“A questo punto – riprende il presidente di Confagricoltura Sardegna -, fermo restando che le tasse vanno pagate, noi riteniamo che, in questo specifico caso di incertezza legislativa, sia opportuno lasciare ai nostri Associati la libera scelta di pagare o meno il tributo. Non pagando – conclude Sanna – alla scadenza, ed in attesa dell’esito dei numerosi ricorsi, potrebbero essere applicati solo gli interessi di ritardato pagamento e non le sanzioni amministrative".