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“Sostenibilità, innovazione e ricerca sono gli strumenti che ci permetteranno ancora di coltivare i Capolavori dell’agricoltura italiana”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi chiudendo i lavori del seminario “La sostenibilità economica e ambientale della filiera orticola” che si è svolto oggi a Milano, alla casa degli Atellani – La Vigna di Leonardo. Il primo di una serie di “Appuntamenti sulla sostenibilità” che l’Organizzazione agricola ha in programma nei mesi di settembre ed ottobre.
 
La sostenibilità delle produzioni agroalimentari è divenuta strategica per le aziende agricole e di trasformazione che puntano ad aumentare produzioni e qualità dei prodotti ottenuti, consapevoli dell’importanza di salvaguardare i territori e gli ecosistemi.
 
L’impiego  responsabile  e professionale dei presidi chimici, integrato da tecniche agronomiche innovative come l’agricoltura di precisione, l’efficienza nell’uso dell’acqua e delle plastiche, nonché il pieno sfruttamento delle energie rinnovabili nei processi di trasformazione, sono le principali azioni che le aziende del settore ortofrutta stanno attuando.
 
E già si vedono risultati tangibili come evidenziato dagli interventi di Giovanni Di Genova, responsabile della segreteria tecnica del dipartimento delle Politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippica e della pesca del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e Giuseppe Ruocco, direttore generale per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero della Salute, che hanno fornito un quadro sullo stato dell’arte sulla qualità del settore orticolo italiano e sulla sicurezza delle produzioni.
 
Più del 99,5% (numero da verificare) dei prodotti ortofrutticoli, secondo i dati ufficiali del ministero della Salute, hanno limiti di residui sotto le soglie di legge stabilite per la tutela della salute umana dopo accurati studi scientifici internazionali. Evidentemente il progresso nell’uso dei presidi chimici e la responsabilità degli operatori sta dando i frutti nel nostro Paese; anche perché risulta che la media europea di campioni con livelli di residui irregolari sia del 2,6%.
 
“Le Organizzazioni di impresa, che racchiudono tutti gli attori della filiera, hanno finora sostenuto il mercato e la sostenibilità delle produzioni – ha detto Guidi -. Oggi più che mai bisogna che questa strada sia percorsa con determinazione se vogliamo che le future generazioni continuino a nutrirsi dei prodotti della nostra agricoltura”.
 
Un tema quello delle relazioni interprofessionali, cruciale per il comparto orticolo e che è stato affrontato dal presidente dell’Organizzazione interprofessionale di settore, Nazario Battelli.
 
Ma la sostenibilità delle produzioni può portare risultati anche in termini economici attraverso la diffusione delle buone pratiche agricole che caratterizzano le aziende più virtuose. Ecco perché Confagricoltura, ha  promosso Ecocloud – la rete delle idee sostenibili, con il suo Manifesto e i suoi disciplinari di produzione, a cui aderiscono già oltre cento imprese.
 
In tale contesto il prof. Michele Pisante di CREA/Università di Teramo ha messo in evidenza l’importanza della ricerca dell’eco-innovazione e del trasferimento delle conoscenze applicate alla sostenibilità economica ed ambientale, anche per il riconoscimento di servizi eco-sistemici collegati alla fase di produzione agricola.
 
Il seminario è stato realizzato in collaborazione con Basf, azienda chimica leader attiva nei più diversi settori merceologici, da oltre 100 anni, impegnata nella messa a punto di soluzioni e progetti per lo Sviluppo Sostenibile, e con Industrie Rolli Alimentari, tra i principali produttori nazionali di alimenti surgelati e leader in Italia nella produzione di vegetali surgelati, da anni impegnata nella implementazione di soluzioni ecosostenibili per la gestione della propria filiera agroindustriale.
 
“In Basf – ha detto il suo country manager Italia divisione Crop Protection Alberto Ancora – il concetto di sostenibilità è inscindibilmente legato all’innovazione applicata a prodotti, processi, cultura. Grazie al costante investimento in ricerca e sviluppo offriamo a clienti e consumatori le nostre soluzioni ad elevato valore aggiunto e linee guida per gestirle al meglio, nonché le competenze dei nostri collaboratori. Per il futuro ci proponiamo di muoverci sempre più concretamente nella direzione del supporto ad un’agricoltura che possa ottenere di più con meno”.
 
“Industrie Rolli Alimentari ha evidenziato il suo consigliere delegato Maurizio Oliveri produce il 25% della produzione nazionale di vegetali surgelati, al cento per cento coltivati in Italia, con brevetto esclusivo U.E. di “ecosostenibilità” e certificazione “pesticide-free” (senza residui di fitofarmaci o con livelli di residui inferiori alla soglia di rilevabilità). Non solo, nella fase di trasformazione dei vegetali surgelati, l’ecosostenibilità è garantita dalla copertura del 60% del fabbisogno energetico con autoproduzione anche da fonti rinnovabili; grazie al particolare impianto a biogas che consente l’impiego del “digestato” (ottenuto come ammendante agricolo in sostituzione dei fertilizzanti chimici) è stato incrementato al 98% il riciclo degli scarti di lavorazione. Proseguiremo in questa direzione, nella consapevolezza che la valorizzazione delle produzioni agricole italiane dipenderà sempre più dalla capacità degli operatori della filiera di offrire prodotti ecosostenibili e, al contempo, sicuri, certificati e di qualità superiore”.
 
Oltre alle Industrie Rolli Alimentari sono state presentate altre due case history. Quella di Ortosole, azienda agricola a conduzione familiare nell’area protetta della riserva naturale di Fiumicino, gestita ormai da oltre trent’anni, dalla famiglia Tiozzo, che si estende su circa 300 ettari di superficie e produce ortaggi, tra cui carota, carciofo, zucchina, melone, indivia, pomodoro, sia in serra sia in pieno campo. Quindi quella di Cooperativa Finagricola, società cooperativa del comparto agroalimentare, nata nel 1986 dalla volontà di cinque famiglie, situata in un’area territoriale altamente vocata: la Piana del Sele, in Campania. Finagricola produce, confeziona e distribuisce ogni anno 40 mila tonnellate di verdure e ortaggi freschi, prodotti su 350 ettari, utilizzando tecniche di coltivazione e di difesa a basso impatto ambientale ed impiegando circa 2500 operai.