Categories: Archivio, Pol. Agricole

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Confagricoltura ha recentemente scritto una lettera all’Alto Commissario per gli Affari esteri Federica Mogherini per chiedere una revisione dell’accordo, ma anche di tutte le altre concessioni accordate ai Paesi Terzi, che hanno riflessi su molti comparti chiave della nostra agricoltura.
 
 
Confagricoltura ha accolto con stupore e disappunto le dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri Federica Mogherini che, durante una visita nella capitale marocchina il 4 marzo scorso, ha i confermato che l’UE proseguirà i suoi rapporti con il Paese nordafricano, a dispetto della sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha giudicato l’accordo tra Marocco e Unione Europa in violazione della legge internazionale, annullandolo in parte.
 
Federica Mogherini ha assicurato che la UE rimane convinta che gli accordi tra Marocco e Unione Europea non siano in violazione della legge internazionale e che per questo è stato depositato un ricorso avverso alla sentenza. L’accordo commerciale agricolo resta pertanto in vigore.
 
Confagricoltura pochi giorni fa aveva scritto proprio all’Alto rappresentante della Ue Federica Mogherini e ai Commissari europei per il Commercio Malstroem e dell’Agricoltura Hogan, nonché agli europarlamentari italiani interessati alla materia per chiedere alla Commissione di cogliere l’occasione di questa sentenza per operare una revisione sostanziale di questo accordo, ma anche di tutte le altre concessioni accordate ai Paesi Terzi che hanno innegabili riflessi su molti comparti chiave della nostra agricoltura. Basti pensare agli agrumi che attraversano oggi una congiuntura di mercato particolarmente negativa ed all’olio di oliva, solo per citare due comparti.
 
“In sintesi – ha affermato Gerardo Diana, presidente della Federazione nazionale di prodotto agrumicola di Confagricoltura – occorrerebbe una seria analisi di impatto sugli effetti delle concessioni già accordate e su quelle in corso di negoziazione rispetto alla competitività della nostra agricoltura. Inoltre vanno attivate da subito le clausole di salvaguardia, a partire da quella richiesta dal Mipaaf, e vanno imposte le regole di vera reciprocità negli scambi e norme di importazione nel territorio comunitario che impediscano, con blocchi immediati e misure accurate di prevenzione, l’introduzione di materiali infetti pericolosi dal punto di vista fitosanitario”.
 
Confagricoltura mette in guardia la Commissione europea sugli impatti degli accordi di libero scambio, come quello con il Marocco, ma anche le intese con la Tunisia per quanto riguarda l’olio d’oliva che, tra l’altro, non è detto che abbiano effettive ricadute positive sugli agricoltori di questi Paesi.