Categories: Archivio, Pol. Agricole

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“Restituire un ruolo sociale all’agricoltrice, all’agricoltore considerato come “custode” delle ricchezze ambientali e culturali del territorio; approfondire il legame esistente tra alimentazione, cultura, tradizione locale, patrimonio storico-culturale; promuovere attraverso una maggiore conoscenza degli alimenti e della loro origine un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita sano; rafforzare un’educazione al consumo consapevole, comprendendo le relazioni esistenti tra sistemi produttivi del territorio, consumi alimentari e salvaguardia dell’ambiente. Questo è il nuovo cammino che ci aspetta”. Lo ha detto Mara Longhin a nome di Agrinsieme in occasione dell’ l’incontro che si è tenuto a Montecitorio, dal titolo "Le donne condizione della crescita", tra la Boldrini, le componenti femminili di sindacati e associazioni di categoria e le deputate dell’Intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità.

“L’agricoltura per questo – ha continuato Mara Longhin – entri a pieno titolo nelle scuole come materia trasversale di studioesi riconosca come completamento dell’Asse cognitivo espressamente sviluppato nelle scuole una valenza didattico-esperienziale alle FATTORIE DIDATTICHEche oggi ospitano centinaia di bambini e ragazzi nelle aziende agricole. Esse sono un’esperienza straordinaria e consolidata di una modalità innovativa di apprendimento basata sull’”imparare facendo”: trovando espressione nell’asse del fare e nell’asse emozionale determinano un rafforzamento dell’apprendimento iniziato tra i banchi di scuola”.

“Lo sviluppo economicamente sostenibile delle zone rurali e l’impegno perché le aree agricole scarsamente popolate continuino a essere abitate – secondo noi-sono strettamente correlati alla difesa del ruolo fondamentale delle donne che come membri di aziende agricole generalmente a conduzione familiare, costituiscono la principale cellula socio-economico delle aree rurali”.
Il messaggio di oggi vuole ricucire due mondi che sono stati per troppo tempo separati: il mondo agricolo e la società civile. Uno strappo che ha iniziato a venire meno con l’ingresso delle donne come capoazienda in agricoltura: la netta propensione femminile a creare ponti con la società ha rotto quell’isolamento e quel conservatorismo che da sempre ha caratterizzato il mondo agricolo. E’ quindi una sensibilità femminile che manifesta la necessità di portare questo processo di ‘apertura’ a progredire, compiendo un nuovo passo.

Si tratta di investimenti a lungo termine. E’ necessario investire infatti nella conoscenza per far diventare i ragazzi di oggi cittadini consapevoli di domani perché, indipendentemente che si appartenga o meno al mondo Agricolo ognuno abbia la consapevolezza che con le sue scelte determinerà il futuro di un territorio, dell’agricoltura italiana e delle nostre comunità.

Riprendiamoci quindi la libertà di scegliere, ridisegniamo il nostro futuro!