Categories: Archivio, Pol. Agricole

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La Corte dei Conti Europea ha dichiarato che il lavoro della Commissione Europea non è stato efficace, finora, nel perseguire l’obiettivo di ridurre in misura consistente l’impiego di pesticidi e né di controllare i rischi associati al loro impiego.
Le motivazioni principali, riportate nel documento pubblicato (vedi link), sono le seguenti:

  • Con le attuali disposizioni, gli agricoltori non sono motivati a ridurre l’impiego di pesticidi, visto che l’applicazione dei princìpi di difesa integrata non è prevista come condizione per percepire i pagamenti PAC;
  • La valutazione del rischio legato ai pesticidi ha bisogno di dati statistici dettagliati e abbastanza armonizzati per essere confrontati;
  • Una terza criticità è la mancanza di indicatori affidabili (indicatori di rischio armonizzati), che presentino dati esaustivi sulla modalità di impiego, sul momento e nel luogo in cui sono utilizzati, né dei rischi associati per i prodotti impiegati per via di deroghe speciali.

 Poiché la Commissione sta rivalutando la legislazione in questo settore d’intervento, la Corte dei Corti ha raccomandato:

  • verificare la difesa integrata a livello di azienda agricola;
  • consentire il collegamento della difesa integrata ai pagamenti a titolo della nuova PAC;
  • migliorare le statistiche sui prodotti fitosanitari;
  • sviluppare migliori indicatori di rischio.

Nel documento, la Corte dei Conti definisce la difesa integrata come l’insieme delle tecniche di prevenzione e di lotta alle infestazioni da organismi nocivi che si avvalgono di pratiche agricole sostenibili quali la rotazione delle colture, la selezione delle sementi resistenti agli organismi nocivi e l’impiego della lotta biologica quando possibile.