Categories: Archivio, PSA

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La battaglia contro la Peste suina africana è ormai agli sgoccioli. Lo dicono i dati sui maiali domestici, con l’ultimo focolaio registrato a settembre 2018, e le risultanze nei controlli sui cinghiali abbattuti in questa stagione di caccia grossa dove il trend positivo di decrescita della malattia nel selvatico è stato riconfermato.
Ecco perché la Sardegna e il suo comparto produttivo di settore non possono trovarsi impreparati ad affrontare il nuovo contesto che si verrà a determinare una volta sconfitta la PSA.
Il risultato ottenuto è storico ma una volta contenuta la PSA sul piano epidemiologico, bisognerà mettere subito in campo le necessarie azioni politiche, in collaborazione con il Ministero della Salute, per azzerare i divieti della Commissione Europea che impediscono la vendita fuori Sardegna di carne di maiali e derivati.
E’ necessario riprendere in mano la legge sulla suinicoltura, approvata dal Consiglio regionale nell’agosto 2018, e predisporne gli atti attuativi con relative disponibilità finanziarie. Ad oggi, purtroppo, abbiamo una legge che nessun altro settore zootecnico isolano può vantare e che rischia di essere un mero pezzo di carta.
Il DDL 162, appena approvato dal Consiglio regionale, contempla le risorse  necessarie con cui sostenere la filiera e con cui dare economie utili agli allevatori che intendono avviare nuove imprese, costruendo doppie recinzioni e dotando questi siti di tutti i dettami necessari per il rispetto della biosicurezza e del benessere degli animali.
Alla luce del contesto internazionale, dove a causa della diffusione della PSA cresce la richiesta di carne di maiale, la Sardegna non deve trovarsi impreparata.
I nostri 180mila capi, allevati in circa 14mila aziende spalmate su tutta l’Isola, possono diventare dieci volte tanto nel giro di pochi anni rispondendo da un lato al nostro consumo interno, che oggi copre appena il 20-25%, e dall’altro, superate le restrizioni sulla commercializzazione, alle richieste del mercato extraregionale.
La nostra terra ha tradizione e conoscenze che possono fare davvero la differenza nel garantire produzioni di elevata qualità e salubrità delle carni.

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