Categories: Archivio, Pol. Agricole

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“Con il Piano strategico della nuova PAC, abbiamo l’occasione di individuare gli strumenti migliori per rafforzare la sovranità alimentare, per definire i settori sui quali puntare, in via prioritaria, per riconquistare spazi sul mercato interno e migliorare la presenza su scala internazionale”.

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, interviene così in occasione del convegno organizzato dall’Unione agricoltori di Siena sul futuro della PAC e i programmi di sviluppo rurale per i prossimi sette anni.

A oltre due anni dalla presentazione delle proposte della Commissione, – ricorda Confagricoltura – il negoziato sulla riforma della PAC è giunto al passaggio finale. Con l’orientamento generale del Consiglio e il voto del Parlamento europeo e del Consiglio, sono state poste nei giorni scorsi le basi legali per l’avvio del trilogo conclusivo tra le Istituzioni. L’esito finale è però incerto, vista la diversità delle posizioni assunte dall’Europarlamento e dai ministri.

“In particolare – spiega il presidente Giansanti – è stato in discussione fino all’ultimo l’esito del voto all’Assemblea di Strasburgo. Si è rischiata una clamorosa bocciatura, che avrebbe aumentato l’incertezza in ordine ai tempi e ai contenuti della riforma. Riteniamo, tuttavia, che ci sia ancora molto lavoro da fare per raggiungere un corretto equilibrio tra maggiore sostenibilità ambientale e salvaguardia delle esigenze di efficienza e competitività delle imprese”.

La nuova PAC – evidenzia Confagricoltura – deve essere giustamente più ambiziosa sotto il profilo ambientale, ma senza compromettere la capacità produttiva dell’agricoltura europea, la cui rilevanza strategica è emersa durante l’emergenza sanitaria.

“Abbiamo l’occasione di ridare coesione e unitarietà alla politica agricola nazionale – conclude Giansanti – Non si tratta di rimettere in discussione la funzione e l’autonomia delle Regioni; semmai la pandemia ha reso ancora più urgente la definizione dell’interesse generale in vista dell’ulteriore crescita sostenibile dell’agricoltura. E una volta definito l’interesse generale, nel pieno rispetto dei ruoli, dovremo tutti procedere nella stessa direzione”.