Condividi

Condividi

Istat

“Il settore agroalimentare ha assicurato un contributo importante alla ripresa dell’economia italiana registrata lo scorso anno, grazie anche alle esportazioni di settore che, con oltre 51 miliardi di euro, hanno raggiunto il massimo storico. Va sottolineato che la percentuale di crescita del PIL in Italia risulta tra le più elevate nella UE e a livello mondiale”.

Sono le dichiarazioni del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, a proposito dei dati, resi noti oggi dall’ISTAT, sull’andamento dell’economia nel 2021.

“Preoccupano, invece, le prospettive per l’anno in corso – prosegue Giansanti – Il caro energia ha già determinato una revisione al ribasso della percentuale di crescita prevista per il 2022. Una marcata contrazione è attesa anche in Germania, che è il principale mercato di sbocco per le nostre produzioni agroalimentari”.

“Dobbiamo poi fare i conti con l’aumento dell’inflazione che riduce il potere di acquisto. Per alcuni prodotti più sensibili all’andamento del canale Ho.Re.Ca già registriamo una diminuzione della domanda – rileva il presidente di Confagricoltura -Servono interventi urgenti e straordinari per tagliare la bolletta energetica a carico delle imprese, in modo da assicurare la continuità dei cicli produttivi. E sul piano strutturale vanno superati i vincoli che frenano la diffusione delle energie rinnovabili”.

“L’aumento dei costi di produzione non riguarda solo l’energia”, sottolinea Giansanti.

“Il rialzo, con percentuali fino a tre cifre nel giro di un anno, ha interessato gran parte dei beni intermedi utilizzati dalle imprese agricole e da quelle della trasformazione. Dalle sementi ai fertilizzanti, fino alla carta, al vetro e alla plastica per gli imballaggi”.

“Al governo – conclude il presidente di Confagricoltura – proponiamo l’apertura di un tavolo con tutte le componenti della filiera agroalimentare, per tentare di concordare una strategia comune utile ad affrontare la difficile situazione in atto. Con l’auspicio che, come previsto dalla Banca centrale europea, le tensioni inflattive si riducano nella seconda parte di quest’anno”.