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VIRUS CERVO: INCONTRO IZS-REGIONE, PREOCCUPAZIONE ALLEVATORI BOVINI; NIEDDU: POSSIBILE CALO PRODUZIONE LATTE

(CHB) – Cagliari, 16 nov 2022 – Cresce in Sardegna la preoccupazione degli allevatori, in particolare bovini, sullo sviluppo della malattia emorragica del cervo. La presenza della malattia nell’isola ha fatto scattare l’allarme anche tra le istituzioni che oggi si sono incontrate, insieme alle associazioni di categoria e ai portatori di interesse a Cagliari per il corso “La malattia emorragica del cervo (EHD), Approfondimenti diagnostici e possibili scenari di diffusione nell’area del Mediterraneo”. L’appuntamento organizzato dall’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sardegna (Izs), ha cercato di divulgare e far conoscere lo stato della malattia negli animali e innalzare il livello di attenzione tra rischi e soluzioni.

L’INCONTRO. Durante le relazioni sono stati messi in luce la storia e l’evoluzione della malattia, la situazione epidemiologica e focolai in Sardegna, gli aspetti clinico anamnestici e lesioni anatomopatologiche della malattia in Sardegna e nel bacino del mediterraneo, il ruolo dei vettori nella diffusione dell’Ehd e la gestione della malattia alla luce della nuova normativa. Durante l’incorno l’assessore della Sanità della Regione, Mario Nieddu, ha posto l’accento “sulla preoccupazione del settore legata allo stop della movimentazione, che colpisce gli animali da ingrasso, ma soprattutto del riflesso sulla produzione di latte che per gli animali colpiti dalla malattia vuol dire avere un notevole calo della produzione”.

DIFFUSIONE. Dai lavori è stata confermata la presenza del virus nel selvatico sul cervo analizzato e trovato positivo a Pula. Ma al di là del problema, piuttosto basso, della mortalità degli animali, la maggior preoccupazione arriva sui bovini che rappresentano la specie più sensibile al contagio, mentre gli animali vettori-serbatoio restano gli ovini e i ruminanti selvatici come, appunto i cervi. Tra le informazioni emerse arriva l’aspetto positivo della negatività degli insetti esaminati. I campioni dei culicoidi congelati ed esaminati dall’Izs, catturati nei mesi precedenti all’attuale evidenza di positività in Sardegna, grazie alle trappole sparse dall’Izs in tutta la Sardegna per monitorare sulle varie malattie che si diffondono nell’isola come la West Nile o lingua blu, hanno dato esito negativo. Un segnale, dicono gli esperti, che il virus ha iniziato a circolare, probabilmente, non prima dell’estate e, forse, addirittura a ottobre. Ancora si dovranno effettuare altri approfondimenti, ma la mappatura prosegue per capire se ci saranno evidenze di altre zone focolaio. Il compito del monitoraggio è affidato alla task force prevista dalla regione. Ultima speranza arriva dall’approssimarsi dell’inverno, con la possibilità che la diffusione degli insetti vettori, soprattutto per l’arrivo dei primi freddi, possa rallentare.

PARTECIPANTI. Oltre all’assessore, sono intervenuti alla giornata: Pier Davide Lecchini, direttore generale DGSAF; Giovanni Filippini, direttore generale IZS Sardegna; Giovanni Savini, del Centro di Referenza Nazionale per le malattie esotiche degli animali; Stefano Cappai, del Centro di Sorveglianza Epidemiologica, IZS della Sardegna; Lucio Mandas, del Centro Allevamento Recupero Fauna Selvatica, Forestas; Angelo Ruiu, IZS Sardegna; Massimo Spedicato, del Centro di Referenza Nazionale per le malattie esotiche degli animali; Vincenzo Forma, ASL Medio Campidano; Giantonella Puggioni, IZS Sardegna; Alessio Lorusso, del Centro di Referenza Nazionale per le malattie esotiche degli animali; Maria Goffredo, IZSAM; Giuseppe Satta, IZS Sardegna. Presente anche Luigi Ruocco, direttore Ufficio 3 Ministero della Salute. Moderatori della giornata Toni Montisci, direttore SSPVeSA e Sandro Rolesu, direttore sanitario IZS Sardegna. (CHARTABIANCA) mpig   © Riproduzione riservata agricoltura

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