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‘Mediterranea’, come la dieta che vuole promuovere nel mondo per aumentare l’export delle eccellenze agroalimentari italiane. È questo il nome dell’associazione a cui hanno dato vita Unione Italiana Food e Confagricoltura. La notizia è apparsa oggi sul Corriere della Sera, Repubblica e Sole 24 Ore.
Unione Italiana Food raccoglie oltre 900 marchi della trasformazione industriale, Confagricoltura rappresenta circa il 45% della produzione agricola nazionale. Alleandosi insieme, vogliono riavvicinare i due anelli chiave della filiera agroalimentare che va dal campo al prodotto finito. Mediterranea è “un’associazione di scopo”, spiega Massimiliano Giansanti, che della neonata associazione sarà anche presidente. Gli obiettivi saranno soprattutto la promozione all’estero e la creazione di accordi di filiera.
“L’idea di lavorare insieme è nata nel 2017, quando mettemmo in piedi il Protocollo d’intesa grano duro-pasta, che negli anni ha portato a un significativo aumento del numero dei contratti di filiera tra i pastai e il mondo agricolo, con beneficio di entrambi – ha spiegato Giansanti nell’intervista rilasciata a Micaela Cappellini sul Sole 24 Ore -. Sulla scia del protocollo sulla pasta, ora Mediterranea punta a costruire intese simili anche in altri settori, a cominciare dalla filiera del pomodoro, da quella del grano tenero e da quella dell’olio extravergine d’oliva. Il secondo obiettivo dell’associazione è di lavorare insieme, industria alimentare e agricoltori, per aumentare la competitività sui mercati esteri”.
In futuro, spiega il presidente Giansanti, Mediterranea potrà comparire nelle delegazioni che accompagnano le imprese italiane nelle missioni all’estero alla ricerca di nuovi mercati, firmerà studi e ricerche di settore, costruirà tavoli trasversali sui temi fiscali, sul recepimento degli investimenti, sull’accessibilità dei fondi. E sarà potenzialmente aperta anche all’ingresso di altre associazioni. “All’interno delle filiere – conclude il presidente – l’obiettivo non deve essere più quello di ottenere una fetta più grande degli altri, ma di puntare a una torta più grande per tutti”.