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DERMATITE BOVINA. CONFAGRI: NECESSARIA PIÙ RESPONSABILITÀ DELLA POLITICA SU QUOTE, TEMPISTICHE RISTORI E CAMPAGNA INFORMATIVA VACCINAZIONI. SUBITO L’UNITÀ DI PROGETTO
Cagliari, 8 agosto 2025 – “È necessario un intervento legislativo rapido e chiaro, che definisca tempistiche di erogazione dei ristori e quote di valutazione precise rispetto alle razze e categorie dei capi persi, così come si devono inquadrare le integrazioni al reddito per l’aumento delle spese di mantenimento delle mandrie, dovute al blocco della movimentazione”. Lo ha chiesto oggi il direttore regionale di Confagricoltura Sardegna, Giambattista Monne, durante la riunione con i capigruppo convocata a Cagliari dal presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, per discutere gli interventi necessari ad affrontare l’epidemia della Dermatite bovina. Il rappresentante dell’organizzazione agricola ha poi ricordato quanto sia necessaria oggi una presa di responsabilità condivisa da parte di tutto il mondo politico regionale, affinché le azioni di contenimento ed eradicazione possano raggiungere l’obiettivo in tempi rapidi e con un aggravio ridotto sulle aziende zootecniche. “Nonostante siano stati fatti passi avanti rispetto alle scorse settimane – ha proseguito Monne – registriamo tuttavia la necessità di segnalare che non abbiamo più avuto notizie sulla nascita dell’Unità di Progetto, come da noi richiesto, e su cui l’esecutivo aveva assicurato di lavorare rapidamente per l’istituzione, così da coordinare in modo efficace tutte le azioni politiche, sanitarie e normative. Anche sul piano della campagna di comunicazione istituzionale verso gli allevatori, con informazioni puntuali in ambito di vaccinazione e buone pratiche di biosicurezza, chiediamo un’azione capillare da mettere in campo con estrema urgenza su giornali e tv, social network e radio, passando per i più classici materiali cartacei. Dobbiamo, infatti, permettere ai nostri imprenditori di avere notizie sicure e ufficiali, così da evitare la circolazione di fake news che creano solo confusione, alimentando paure e una cattiva gestione dell’emergenza”.