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Politica agricola comune, reciprocità e Mercosur, sono i temi al centro dell’intervista di oggi del quotidiano Il Foglio a Massimiliano Giansanti. “L’agricoltura non vuole fare la fine dell’automotive”, esordisce il presidente di Confagricoltura spiegando le ragioni che domani, 18 dicembre, porteranno il settore in piazza a Bruxelles. Una manifestazione che vedrà Giansanti in prima fila anche come presidente del Copa Cogeca.

“Crediamo che l’agricoltura sia un asset strategico tanto per l’Europa quanto per l’Italia, e vogliamo evitare in maniera molto pacifica che le accada ciò che è accaduto all’industria dell’automotive”, spiega riferendosi al dietrofront che la politica Ue ha dovuto fare recentemente rivedendo parzialmente i divieti alla vendita di motori termici nel 2035.

“Vogliamo rafforzare il mercato del food and drink europeo — prosegue il presidente della Confederazione —, che ora è il primo al mondo e sembra destinato a diventare il quarto dopo Cina, India e Stati Uniti. Purtroppo la visione della presidente Ursula von der Leyen, che ha tagliato le risorse della Pac del 20 per cento, è una sorta di disarmo unilaterale del cibo”.

Poi, un passaggio sui costi di produzione, in particolare su quelli legati agli input chimici, con un riferimento al Cbam, ossia il costo sulle emissioni di CO2 prodotte dalle merci importate da Paesi extra-Ue. “Per gli agricoltori— commenta Giansanti —, comporterà un aumento del 30% del prezzo dei fertilizzanti, che già paghiamo di più per i dazi su Russia e Bielorussia”.

Infine, l’accordo con i Paesi americani del Mercosur. “Capisco che alcuni settori del paese e dell’Europa ne traggano enorme vantaggioma il nostro settore è fortemente danneggiato. Vogliamo solo reciprocità negli alti standard di produzione”, aggiunge.

Fonte: Confagricoltura / STAMPA