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PROTESTA AGRICOLTORI. A BRUXELLES ANCHE UNA DELEGAZIONE DI CONFAGRICOLTURA SARDEGNA CONTRO I TAGLI PROPOSTI DALL’UE SUL COMPARTO PIÙ IMPORTANTE DELL’ISOLA

Bruxelles, 18 dicembre 2025 – Tra i diecimila manifestanti che oggi hanno invaso Bruxelles per protestare contro i tagli all’agricoltura europea, pensati dalla Commissione su circa il 20% del budget, c’era anche una delegazione di Confagricoltura Sardegna guidata dal presidente regionale, Stefano Taras. Le bandiere verdi di Confagricoltura hanno sfilato tra le migliaia di persone e le centinaia di trattori che hanno portato il dissenso del mondo delle campagne nel cuore decisionale dei 27 stati membri. Oltre 40 organizzazioni agricole di tutta Europa hanno raggiunto la capitale del Belgio per ricordare come indebolire il comparto, e quindi le sue produzioni, significhi condannare gli abitanti dell’Unione europea alla non autosufficienza alimentare nel giro di un decennio.

Confagricoltura Sardegna. “Oggi abbiamo portato la voce del mondo delle campagne sardo a Bruxelles perché il possibile taglio del 20% del bilancio agricolo UE rischia di generare seri problemi di tenuta del più importante comparto produttivo della nostra Isola e tra i più apprezzati nel mondo del made in Italy”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, che ha aggiunto: “Se la riduzione dei fondi comunitari dovesse passare sarebbe il colpo di grazia verso l’agricoltura sarda, già fragile rispetto ai competitor extraregionali per i costi dell’insularità, il forte invecchiamento degli operatori, la mancanza di manodopera, una burocratizzazione della gestione delle imprese crescente e le innumerevoli emergenze dovute alla crisi climatica in corso: dalle epidemie animali a quelle vegetali, passando per gli eventi piovosi estremi e le stagioni siccitose sempre più diffuse. A Bruxelles – ha concluso Taras – abbiamo manifestato perché l’agricoltura europea, e sarda in particolare, continui a vivere e a rappresentare, soprattutto nelle nostre aree rurali, un avamposto di resistenza e di sopravvivenza contro l’abbandono dei campi e lo spopolamento di tante aree interne e spesso poco attenzionate dalla politica europea”.