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Il ciclone Harry ha colpito duramente Sicilia, Sardegna e Calabria, provocando danni ingenti alle produzioni agricole e alle infrastrutture rurali. In base al primo censimento da parte della Regione siciliana, i danni provocati dal maltempo ammontano a 741 milioni di euro. Le province più colpite sono Catania (244 milioni), Messina (202,5 milioni) e Siracusa (159,8 milioni). Sono esclusi da questa stima i danni economici subiti dalle attività produttive, ricettive e turistico‑balneari dovuti alla sospensione delle operazioni durante il ripristino delle strutture, così come i danni al settore agricolo, la cui valutazione sarà fornita dall’assessorato all’Agricoltura.

Confagricoltura regionale sta effettuando una verifica capillare tramite gli uffici zona delle Unioni provinciali, nelle campagne di Messina, Catania e Siracusa, risultate le più colpite dal maltempo.

In Sardegna, dopo la prima fase di emergenza, emerge un quadro di devastazioni diffuse, in particolare nei versanti meridionali ed orientali dell’isola, con coltivazioni compromesse e numerose strade rurali danneggiate. Confagricoltura Sardegna ha sottolineato la necessità di avviare rapidamente la ricognizione dei danni e di individuare risorse adeguate per i ristori e per la ripresa produttiva, riconoscendo al contempo il lavoro della Protezione civile regionale. Evidenzia inoltre l’urgenza di rafforzare gli strumenti assicurativi e di gestione del rischio, superando la logica esclusiva dei ristori compensativi, spesso insufficienti e lenti. L’Organizzazione ribadisce la necessità di un tavolo tecnico permanente sulla crisi climatica, che coinvolga istituzioni, università e centri di ricerca, per una programmazione efficace e duratura.

Sia in Sicilia sia in Sardegna, Confagricoltura assicura, in queste ore e nei prossimi giorni, il proprio impegno a sostegno delle imprese agricole e collaborerà con le istituzioni locali e regionali per favorire la ricostruzione e il ripristino delle attività produttive nel minor tempo possibile.

La Regione Calabria nel frattempo ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale per sostenere le aziende agricole di alcune province, che hanno subito danni a strutture e infrastrutture, tali da mettere a rischio la continuità produttiva di molte realtà locali.

Fonte: Confagricoltura / STAMPA